LA PIPA DI NONNO LORENZO. PELLE LORENZO A MONTEVIDEO.
22 febbraio 2012 di casalinopierluigi
LA PIPA DI NONNO LORENZO. PELLE LORENZO A MONTEVIDEO.
Raccontava nonno Lorenzo, che, al termine dell’ultima sua attraversata oceanica, in particolare dopo aver doppiato ancora una volta il celebre (e spesso tristemente famoso,nel periodo dei velieri, Capo Horn), la nave su cui navigava, di proprietà di un armatore genovese gettò le ancore nel Porto di Montevideo, in Uruguay. Si era da poco conclusa la prima guerra mondiale ed era cessata la minaccia rappresentata dai sottomarini tedeschi, come si era verificato una prima volta nell’aprile del 1916, al largo delle coste balcaniche, in Adriatico, e, come poteva succedere, per fortuna solo a per un falso allarme, nelle acque antistanti il litorale francese settentrionale, nel novembre del 1917. Leggi in proposito su “in poche righe” di Ennepilibri (sulle riviste degli anni 2006-2007-2008) e più recentemente, in genere, su altri siti su Google, la serie de “LA PIPA DI NONNO LORENZO”.
Nella circostanza il problema che sorgeva a Montevideo era un altro: si stava procedendo al congedo, senza preavviso, di quasi tutto l’equipaggio, (tra gli italiani rimanevano a disposizione, a bordo della nave, solo Pelle Lorenzo e un altro marinaio originario di Cervo). Correva voce che si stesse reclutando il nuovo personale tra soggetti di fortuna, asiatici di origini diverse, e che la ragione di tale improvvisa decisione era quello di raggiungere nuovamente il porto cileno di Iquique. Il mercantile in questione non era certo in così buone condizioni da riprendere immediatamente il viaggio per quella destinazione, avendo presentato durante la recente navigazione non pochi limiti sul piano della sicurezza. La preoccupazione del giovane Lorenzo e dell’altro marinaio ligure, un certo Giuseppe, cresceva e ad un tratto i due escogitarono qualcosa per evitare di essere coinvolti in quella pericolosa avventura. Legarono il timoniere e lo imbavagliarono, dandosi alla fuga., affrontando i rischi che un tale gesto avrebbe comportato per loro. Pelle Lorenzo condusse il compagno da certi suoi parenti di origine laiguegliesi, trapiantati nella capitale uruguagia, che concessero loro ospitalità. Adire il vero i due, passato il primo momento di coraggio, cominciavano ad essere dalla prospettiva di essere perseguiti. I buoni uffici dei parenti, che intrattenevano ottimi rapporti con l’ambasciatore italiano in Uruguay, li sollevò da quelpasticio, liberaldoli dalpesodi quella bravata, ancorchè giustificata, e da quel fastidio,insomma. Ben presto, dopo una quindicina di giorni di forzata vacanza, peraltro accompagnata da un’ottima cucina, che ricordava loro la Liguria, Laigueglia e le atmosfere e le ricette gastronomiche tradizionali del loro Paese, Lorenzo e Giovanni, grazie alla mediazione del rappresentante italiano, riguadagnarono il loro posto, anche su un altro bastimento, meno rischioso e comunque formato da un equipaggio meno raccogliticcio. Segue in altra occasione.
Casalino Pierluigi,22.02.2012